Tre edifici storici di Bergamo

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Tra le città decisamente poco considerate in rapporto alla loro bellezza troviamo Bergamo, che soprattutto nella sua parte alta è in grado di regalare ai propri turisti una serie di opere artistiche di grande livello, oltre che una struttura architettonica piacevole.
Numerosi sono poi i palazzi storici e signorili che occupano le vie del centro e delle zone limitrofe, caratterizzati da uno stile che riporta a diversi secoli fa ma che si mantiene intatto e suggestivo.
In questo articolo analizzeremo nel dettaglio i migliori 3 che è possibile trovare sul proprio cammino, apprezzandone il gusto antico e gli aneddoti riferiti.

Via Pignolo 70-72, Palazzo Martinengo – Colleoni e Grataroli

Per coloro che hanno già avuto modo di visitare la città, il nome della strada indica un insieme di edifici raffinati ed eleganti, alcuni risalenti a molti secoli precedenti.
Entrambe le costruzioni devono essere trattate insieme poiché derivano da un unico progetto probabilmente messo a punto intorno al 1500-1515.
La parte più rilevante dell’intero complesso è il chiostro di Palazzo Grataroli, che è un esempio ancora perfettamente conservato di architettura rinascimentale tipica della zona e in generale del nord Italia.
La datazione generale è stata infatti possibile grazie al basamento della colonna che si trova proprio al centro della zona, che riporta l’anno preciso di costruzione.
Particolarmente significativo è invece il portico presente nel cortile del complesso adiacente, che mostra agli occhi del mondo gli affreschi del celebre pittore Cristoforo Baschenis il Vecchio, ancora ricchi di colori e dalle raffigurazioni suggestive.
Completano il quadro un salone di stampo cinquecentesco con la volta in legno decorata con fregio a putti e una cappella antica decisamente suggestiva.
Si tratta di una location da non perdere se vi trovate a Bergamo o nel territorio limitrofo, intima ma allo stesso tempo ricca di storia e cultura.

Via Pignolo, Palazzo Bassi-Rathgeh

Proseguendo di qualche passo è possibile imbattersi sempre in una meraviglia del 1520.
La facciata si presenta decisamente austera ma, se non ci si lascia intimorire, è possibile accedere a un cortile interno e a un giardino, caratterizzato da una loggia doppia.
L’ambiente è elegante e raffinato, perfetto per una passeggiata culturale diversa dal solito.
All’interno è stato allestito il Museo diocesano Adriano Bernareggi, di grande spessore artistico e realizzato con i resti dell’antico Museo diocesiano d’Arte Sacra, precedentemente sito in via Donizetti.
Con la collaborazione del celebre architetto Pietro Isabello, il progetto di palazzo Bassi-Rathgeh venne commissionato dai fratelli Zovannino e Bartolomeo Cassotti nel 1506, per realizzare un’opera che non passasse inosservata all’interno di una città che stava vivendo un forte sviluppo nel contesto rinascimentale.
Le decorazioni interne, di fattura pregevole, sono opera dei Maironi da Ponte e di Donato Fantoni, che misero nell’opera tutto il loro estro, ancora oggi apprezzato dai turisti di tutto il mondo che riescono a visitare una chicca del genere, non alla portata di tutti poiché meno nota di altri monumenti.

Palazzo del Podestà

Terminiamo con un’opera ancora più antica, di grande interesse storico-culturale perché sede nel passato di una figura centrale nella cultura medievale, quella del podestà, in carica per sei mesi e proveniente da una terra straniera, con il compito di sedare gli eventuali conflitti senza avere nessun tipo di amicizia o parentela con le parti in causa, al fine di mantenere la pace tra fazioni.
La costruzione del palazzo risale presumibilmente al XII secolo ad opera della nobile famiglia Suardi, che decise di metterlo a disposizione della città per mostrare la propria magnificenza a tutti gli altri cittadini e affermarsi nei confronti delle altre nobili casate.
Il luogo di costruzione era il centro nevralgico del paese e l’edificio è parte del blocco della Torre del Capannone, che si affaccia su una delle piazze principali che fungeva da luogo di incontro e contrattazione nel corso del periodo.
Di particolare rilevanza è l’affresco che occupa la facciata esterna, realizzato nel 1476 da un Bramante ancora acerbo, che però sapeva già mettere perfettamente in mostra le numerose doti per le quali poi sarebbe divenuto famoso.
La bellezza dell’edificio si snoda pertanto dall’ingresso fino alle sale interne, ancora ricche di storia e fascino.