L’interpretazione dei tarocchi

Da pratica aristocratica, il gioco dei Tarocchi come lettura del futuro, dalle corti si è poi esteso presso i ceti più poveri, i quali usavano naturalmente mazzi di fattura meno pregiata. Questo spiegherebbe la diversa iconografia delle figure, ispirate alle attività popolane e ai modelli nei quali i ceti più umili si identificavano meglio.

In entrambe le tipologie, le figure non vanno interpretate letteralmente. Ad esempio la Torre, raffigurata nell’atto di crollare, non è un presagio negativo, infatti questa carta indica la necessità di liberarsi dei pregiudizi verso gli altri. Oppure la Morte, che in realtà contiene un messaggio positivo di rinascita alla fine di un periodo negativo; o ancora l’Appeso, che pur rappresentando indecisione, rivela lo sforzo che si sta compiendo per risolvere un problema.
Come si vede, nonostante ciò che può suggerire la figura, il suo significato non è così scontato, per questo le carte stese vanno lette nel contesto di quelle che le precedono e di quelle che le seguono. Inoltre, cambiano significato a seconda che vengano estratte dritte o capovolte, e anche in questo caso non necessariamente indicano delle situazioni opposte. Piuttosto, come ogni evento della vita, hanno una duplice lettura che coniuga elementi positivi e negativi.
La straordinarietà dei Tarocchi risiede nel messaggio racchiuso nelle figure, ognuna delle quali identifica un archetipo, ossia un modello che contiene e riassume un aspetto significativo dell’esistenza. Non sorprende dunque che uno studioso del livello di Jung ne abbia fatto oggetto di studio e assegnato ad ogni simbolo un’interpretazione di tipo psicologico. Per il medico svizzero infatti, i Tarocchi sono uno strumento di conoscenza e di crescita personale.

Ma secondo quale processo si raggiunge la conoscenza di se stessi e qual è la forza del simbolismo nei Tarocchi?

A differenza delle carte da gioco francesi e in misura minore di quelle napoletane che forniscono risposte veloci a questioni immediate, nei Tarocchi ogni situazione va inserita e interpretata nel contesto delle altre carte, dette ” lame”, e dello specifico vissuto del consultante, che è unico e irripetibile nella sua individualità.
Al di là delle pratiche più o meno fraudolente di presunti veggenti, l’interpretazione dei Tarocchi, se effettuata da un tarologo professionista, attraverso il simbolismo delle lame è in grado di svelare il contenuto nascosto di un’emozione o la causa di uno stato d’animo turbato.

Egli non fa nessuna previsione del futuro e non possiede la visione del passato. Il tarologo è solo un tramite attraverso cui il consultante viene messo di fronte alla sua interiorità.

Proprio come lo psicologo non offre soluzioni, il tarologo non indica percorsi e non dà consigli, ma è una guida che aiuta il consultante a vedere la situazione da una prospettiva esteriore e a comprendere autonomamente il motivo che gli causa angoscia nel presente, ciò che lo ha provocato nel passato e come può affrontarlo nel futuro.
Inducendo all’introspezione, i Tarocchi costringono a porsi delle domande e a darsi delle risposte. E’ la persona stessa a trovare la soluzione ai propri problemi.

Si può dire che i Tarocchi esprimono le insicurezze e le paure di ognuno, spronando ad agire in maniera avveduta. Ma soprattutto insegnano che tutto ciò che accade non è frutto di un destino ineluttabile, ma che è l’azione dell’uomo a determinare il suo futuro.