CONOSCENZA E FORMAZIONE: IL CASO ITALIANO

Sono possibili dei recuperi di competitività da parte del sistema Italia all’interno dell’economia della conoscenza?

Economia della conoscenza

Ormai da lungo tempo si è riconosciuto il fondamentale ruolo svolto dalla conoscenza in ambito economico. La conoscenza è diventata uno dei principali driver dello sviluppo e del benessere, soprattutto in considerazione del fatto che le principali economie globali dipendono, in misura minore che in passato, dalle risorse tradizionali: terra, lavoro e capitale.

Conoscenza, innovazione, crescita

Altrettanto noto è che l’importanza della conoscenza per gli attuali sistemi economici riposa nel fatto che si configura quale strumento essenziale per favorire innovazione, crescita e sviluppo. Tra i precursori dell’importanza della conoscenza si deve ricordare Schumpeter, secondo il quale è l’innovazione stessa, in qualità di forma di produzione di conoscenza, il fattore esogeno che genera la crescita e lo sviluppo. Nella Teoria dello sviluppo economico (1911) Schumpeter interpreta l’alternanza del sistema economico come contraddistinto da fasi di espansione e di recessione. Sottoline come le innovazioni non siano costanti ma si concentrino in determinati periodi temporali: questi sono caratterizzati dalla forte espansione; nei periodi successivi, invece, il sistema economico ritorna in una fase di equilibrio, sebbene sia un equilibrio che è stato modificato dalle precedenti innovazioni.

La produzione di conoscenza

Conoscenza e produzione di conoscenza sono diventate un nuovo sistema di produzione, una nuova modalità economica, un diverso paradigma di produzione rispetto a quello classico.

Sulla superficie del globo ci sono quantità finite di risorse naturali, le quali nel corso della storia sarebbero rimaste identiche, che l’uomo è capace di modificare per produrre. Nel tempo l’umanità ha continuamente organizzato, riorganizzato e disposto in maniera diversa la sempre limitata quantità fissa di risorse disponibili; le idee di valore e ricchezza riguardano queste operazioni di modificazione degli oggetti fisici. L’attività intellettuale sono le ‘formule’ che adoperiamo per modificare e disporre diversamente gli oggetti fisici.

La conoscenza come prodotto sociale

Conoscenza, sviluppo tecnologico e innovazione sono dei prodotti sociali, racchiusi ed incorporati all’interno delle società e delle organizzazioni che li producono. Primaria importanza rivestono le istituzioni volte a promuovere e sostenere la crescita e lo sviluppo della conoscenza.

I principali luoghi deputati alla produzione di conoscenza sono le università ed i centri di ricerca e, nelle imprese, i dipartimenti di Ricerca & Sviluppo. La creazione di conoscenza è un processo che richiede investimenti ad ogni livello, anche individuale, al livello delle singole imprese.

Formazione e produzione di conoscenza in Italia

In Italia, a livello di imprese, quale è la situazione, quanta attenzione viene dedicata alla conoscenza ed all’apprendimento, al lifelong learning?

La fondamentale importanza del capitale umano e l’imprescindibile ruolo svolto dalla formazione per lo sviluppo economico e sociale si configurano come argomenti centrali e condivisi.

In tale contesto, l’apprendimento sul posto di lavoro – dimensione centrale della formazione – si configura quale priorità politica dell’Unione europea già da molti anni. Da ricordare come, per gli orientamenti comunitari, il lifelong learning, l’apprendimento permanente, è stimato elemento fondamentale per lo sviluppo e per il miglioramento della qualità della manodopera, la quale, oltre che ‘formata’, dovrà configurarsi come qualificata e adattabile.

L’apprendimento sul luogo di lavoro

L’apprendimento sul luogo di lavoro è da molti anni una priorità politica e sociale dell’Unione europea, poiché rappresenta una delle dimensioni fondamentali della formazione nell’arco della vita. L’apprendimento permanente è definito, negli orientamenti comunitari, come fattore fondamentale per lo sviluppo e la promozione di una manodopera qualificata, formata e capace di adattarsi ai mutamenti del mercato.

Formazione e competitività

In particolare, al giorno d’oggi, risulta imprescindibile il legame tra formazione e competitività e il ruolo della formazione come ‘risposta alla crisi’. La formazione continua si configura come strumento di anticipazione del cambiamento, da adoperare particolarmente in funzione anticiclica. Durante le crisi economiche appare di  importanza fondamentale adoperare la leva formativa in una visione di medio-lungo periodo, per tutelare il capitale umano presente nel sistema produttivo e intraprendere un nuovo corso di sviluppo, garantendo nello stesso tempo la competitività delle imprese e il livello di occupazione degli individui.

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