Lattosio nella carne: ecco dove è contenuto

salumi lattosio

Spesso e volentieri si sente parlare di intolleranza al lattosio come uno dei disturbi più noti e diffusi, in modo particolare tra i più piccoli. Una situazione che sfocia, poi, in varie problematiche che vanno a colpire l’apparato gastrointestinale, in grado di provocare davvero un notevole fastidio.

La soluzione migliore da adottare è chiaramente quella di fare a meno di consumare alimenti che contengono lattosio, prediligendo tutti quei cibi in cui, invece, non è presente, Il problema è che spesso e volentieri si fa un po’ di confusione e si è portati a pensare come solamente il latte con i suoi derivati debba essere tenuto alla larga. Invece, ci sono anche altri alimenti che tante volte vengono considerati “sicuri” da questo punto di vista, ma che invece possono provocare problemi per chi è intollerante al lattosio, come ad esempio le carni e i salumi.

In quali carni c’è il lattosio?

Interessante mettere in evidenza come ci siano numerose aziende, come ad esempio Tallone Carni, che si distinguono proprio per sottolineare in modo esplicito di non impiegare lattosio all’interno dei salumi che vengono realizzati. Un dato a cui prestare attenzione, soprattutto se in famiglia ci sono diverse persone che soffrono questo tipo di intolleranza.

I salumi e il lattosio

In commercio c’è la possibilità di trovare un’infinità di varietà di salumi, che fanno parte di tipi differenti: ce ne sono alcune che possono contare pure su specifiche certificazioni, come ad esempio IGP e DOP. È chiaro che è meglio prediligere quei marchi che riescono a garantire affidabilità e qualità, proprio per via del fatto che la loro produzione è oggetto di una serie particolarmente rigide, anche in riferimenti agli ingredienti da poter impiegare all’interno della filiera di produzione, tra cui ovviamente i conservanti.

Gran parte dei salumi non presenta al suo interno del lattosio, tranne in quei casi in cui non viene riportato all’interno del disciplinare di produzione. Tutti quei salumi che, invece, non hanno alcuna certificazione di qualità, non rispettano alcun tipo di obbligo, dal momento che non fanno riferimento ad alcun regolamento da seguire alla lettera. In questi casi, quindi, è chiaro che spesso i produttori potrebbero optare per l’aggiunta di conservanti al prodotto e, tra gli altri, anche il lattosio.

Prosciutti e insaccati

A voler ben vedere, il prosciutto cotto rappresenta senz’altro l’insaccato in cui si trova la maggior concentrazione di lattosio. Il consiglio migliore da seguire è quello di prestare la massima attenzione pure al salame e alle salsicce. Tra gli altri salumi e insaccati che potrebbero contenere tracce di lattosio troviamo lo strutto, la coppa e pure i wurstel di suino.

Il prosciutto crudo, in compagnia della bresaola, sia quella di cavallo che quella che proviene dal manzo, non sono soggetti ad alcun tipo di trattamento a base di lattosio e, di conseguenza, si possono mangiare senza alcun tipo di preoccupazione. In ogni caso, la cosa migliore da fare è sempre quella di prestare attenzione a tutti i vari ingredienti che vengono riportati sull’etichetta, controllando sempre che i salumi non presentino al loro interno delle tracce di lattosio.