Cure domiciliari: perché richiederle

Esistono in Italia cure alternative al ricovero in ospedale che prendono il nome di assistenza domiciliare integrata.

Grazie a questo sevizi,o un paziente potrà richiedere le cure direttamente a casa propria stabilendo con l’ASL, il medico di base e i parenti per un periodo di tempo determinato, il programma e le modalità delle cure da effettuare.

Tuttavia, anche se questo servizio è previsto dalla legge italiana, vi sono ancora pesanti inefficienze e carenze nell’assistenza a domicilio.

In particolare, si distinguono differenti tipologie di cure domiciliari:

  • l’assistenza domiciliare integrata (A.D.I.),
  • l’assistenza domiciliare programmata (A.D.P.)
  • l’assistenza domiciliare infermieristica (S.I.D.)

Tutte queste tipologie stabilite dal Servizio Sanitario Nazionale rientrano in quelle misure atte garantite ad un paziente non autosufficiente o che non ha adeguati supporti assistenziali a casa, delle cure appropriate.

In Italia, purtroppo le ASL ancora non sono in grado di supportare queste richieste dal momento che si ha una carenza del personale medico e paramedico da utilizzare in questi casi.

Chi può richiedere l’assistenza domiciliare

Dobbiamo specificare che l’assistenza a domicilio può essere richiesta solo da coloro che hanno problemi gravi di salute senza nessun limite di reddito o di età, o che presentano una non autosufficienza totale o parziale di natura definitiva o temporanea, o che infine hanno problemi di deambulazione gravi.

Grazie alla legge numero 69 del 2009, questo servizio può essere compiuto anche da tutte quelle farmacie private e pubbliche in accordo con il Servizio Sanitario Nazionale che sono pertanto tenute a mettere a disposizione dei pazienti operatori socio sanitari e a consegnare loro a domicilio i farmaci di cui necessitano.

D’altro canto, chi vuole attivare questo servizio dovrà dimostrare di trovarsi in una condizione di difficoltà deambulatoria o di non autosufficienza.

Il servizio di assistenza a domicilio viene erogato solo nei giorni e negli orari prestabiliti e sempre in base ad un periodo di tempo limitato che varia in base alle condizioni del paziente.

Per quanto riguarda il costo, dal momento che è l’ASL a garantire il servizio di assistenza, questo è gratuito, mentre per i servizi di tipo socio-assistenziale, è previsto che anche il paziente paghi una determinata somma.

Purtroppo, però, questo servizio presenta non pochi disservizi come:

  • liste di attesa interminabili;
  • una lunga trafila burocratica;
  • diminuzione delle ore di assistenza;
  • lentezza da parte del sistema sanitario ad accettare una richiesta da parte di un paziente che presenta gravi problemi;
  • mancanza di supporto economico per tutte quelle famiglie con un malato che grave, che sono costrette quindi ad acquistare di propria tasca i farmaci necessari e a richiedere una visita medica privata.

Ci troviamo quindi a fare i conti con una tipologia di prestazione che in realtà dovrebbe già da tempo essere stata potenziata e consolidata, da considerare quindi come un valido sostegno della sanità pubblica ospedaliera, attiva in un paese come il nostro che fa della “ricerca del benessere socio sanitario” la colonna portante per la sicurezza della popolazione.

 

Fonte: Medici a Domicilio