Quali sono i materiali più utilizzati per le porte interne

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Il legno è di sicuro uno dei materiali più utilizzati per la realizzazione di porte interne, ma non è certo l’unico: vediamo, allora, quali sono le alternative che vengono prese in considerazione dai produttori del settore.

Insieme all’azienda Gioma Srl specializzata in porte interne a Trieste vedremo come orientarci tra i differenti materiali disponibili. 

Robuste ed eleganti, resistenti e in grado di durare a lungo nel tempo: le porte interne in legno offrono a chi le sceglie un gran numero di vantaggi, con prezzi che variano in misura anche significativa a seconda delle diverse caratteristiche. Le soluzioni più comuni vanno individuate con tutta probabilità nelle porte in legno massiccio o massello; sono pesanti e hanno un costo piuttosto elevato, conseguenza degli alti standard di qualità che riflettono. Queste porte garantiscono una notevole robustezza, dal momento che sono ottenute addirittura dai tronchi degli alberi, vale a dire una parte interna che è molto densa.

Le altre tipologie di porte in legno

Nel novero delle porte in legno meritano di essere menzionate, poi, le porte laccate: esse sono formate da un pannello in fibre di legno rivestito con vernice. A seconda dei casi, la laccatura può avere una finitura metallizzata, opaca o lucida: come si può intuire, le opzioni di personalizzazione sono pressoché infinite. Sono numerose le opzioni anche dal punto di vista delle lavorazioni: la struttura di una porta listellare, infatti, può essere in legno massello o tamburata. Le porte tamburate in particolare si contraddistinguono per la presenza di un telaio in legno massello; al loro interno accolgono un cartone alveolare a nido d’ape, mentre dei fogli di compensato rivestono tutte e due le facciate. Le porte tamburate costano molto meno rispetto a quelle in legno massello, pur risultando resistenti; inoltre, si rivelano piuttosto leggere.

Come è fatta una porta in legno listellare

La resistenza nel tempo è anche uno dei tratti peculiari delle porte in legno listellare, che si chiamano così perché sono formate da un pannello che contiene un’anima listellare in legno massello. Si ha a che fare, in sostanza, con una lastra centrale unica formata da listelli incollati gli uni con gli altri e rivestiti in laminato o in MDF. La composizione delle porte in legno listellare è paragonabile a quella delle porte in legno lamellare; è importante che il legno segato non superi le dimensioni trasversali.

Le altre soluzioni

In questa rassegna non ci si può certo dimenticare delle porte in vetro: ci sono quelle che ospitano un inserto in vetro e quelle che sono interamente realizzate in vetro. In questo secondo caso viene utilizzato del vetro temperato o stratificato, che si ottiene con lastre di vetro riscaldate fino a 700 gradi e poi fatte raffreddare. La sicurezza è la caratteristica principale del vetro stratificato e di quello temperato: se anche si dovessero rompere, infatti, ne deriverebbero pezzi di piccole dimensioni e poco taglienti. Una porta in vetro è consigliata per aumentare la sensazione di luminosità in uno sgabuzzino, in un disimpegno o in qualsiasi altro ambiente buio; essa, inoltre, può essere personalizzata in tanti modi, sia con lavori di serigrafia che attraverso l’applicazione di decalcomanie.

Le porte in MDF

Se si è in cerca di soluzioni particolari per le porte interne per la propria casa si possono valutare anche le doti del MDF: si tratta di un pannello di fibra a media densità (MDF è appunto l’acronimo di Medium Density Fiberboard), che viene ricavato dalle fibre di legno trattate a secco con un impasto di formaldeide. In realtà esistono anche l’LDF e l’HDF, che equivalgono ai pannelli di fibra a bassa densità e ai pannelli di fibra ad alta densità. La resistenza è ottimale.