
La realizzazione del Museo del Bufù completa un percorso che l'Amministrazione Comunale ha avviato per la riscoperta e la valorizzazione della cultura e delle tradizioni popolari.
Bufù, è il nome onomatopeico di uno strumento che viene descritto così da Giovanni Cerri: “strumento semplice, strumento artigiano ideato nel tempo lontano dai pastori.
Due note musicali escono dal suo cuore: Bu e Fu.
Nella prima c'è l'abbaio del cane che scaccia l'imprudente viandante che passa davanti casa; nella seconda la voce del trapasso.
Due note d'una sola musicale che supera il tempo e lo spazio per la gloria della vita.
Il Museo Multimediale del Bufù, inaugurato nel 2005, è un omaggio ad una tradizione che nasce dalla civiltà contadina, che ha aggregato casacalendesi di diversa estrazione sociale e di varie generazioni e che sopravvive al tempo e alla modernità.
Nelle visite quotidiane cogliamo sui volti dei visitatori, e in modo particolarmente toccante sui volti degli emigranti, l'interesse e l'emozione che suscita il Museo con le sue immagini e le sue storie.
Il ringraziamento va a Matteo Patavino, curatore del museo, che ha restituito dignità e donato visibilità alle nostre radici.