Premio Oscar: dagli esordi ad oggi, quasi un secolo di storia

Premio Oscar, 87 anni di giurie d’eccezione

Hollywood è gia in fermento per l’attesa della cerimonia di consegna degli Oscar per questo 2016. Ogni anno, dal 1929, quando gli Academy Awards furono assegnati per la prima volta, i sentimenti che precedono l’annuncio dei vincitori sono gli stessi: ansia e curiosità.

Gli Oscar fecero la loro comparsa nel panorama del cinema internazionale con il nome di Academy Awards of Merits, mutando solo in un secondo momento la dicitura formale in una molto più breve. I primi riconoscimenti vengono conferiti, il 16 maggio del 29, dall’Academy of Motion Pictures Arts and Sciences, una sorta di associazione che riuniva eminenti personalità del cinema: registi, attori, sceneggiatori e produttori. premio-oscar

Questo gruppo di “esperti di pellicola” costituì, fin da subito, l’assemblea dei votanti. Ogni membro apparteneva ad un ramo relativo al mondo del cinema sulla base della propria esperienza e delle proprie conoscenze: quello degli attori, ad esempio, quello della regia, quello della colonna sonora e così via.

Per accedere a questa giuria d’eccezione era necessario ricevere l’invito da parte del Collegio dei Governatori, che ammettevano un nuovo socio attraverso due procedure: per concorso, oppure per segnalazione avvenuta da un membro. In un certo senso, questa seconda strada, ricorda molto quella della nomination, meccanismo sul quale si basa ancora oggi l’intera manifestazione. Fino al 2007 i nomi dei membri erano resi noti, oggi, invece, restano segreti.

Il meccanismo dell’Oscar: le regole

Un film viene ammesso a concorrere per l’ottenimento di un premio Oscar quando la sua distribuzione è avvenuta nella contea statunitense di Los Angeles. Il limite di tempo di riferimento è il precedente anno solare.

E’ necessario che la pellicola abbia registrato una permanenza nelle sale cinematografiche per almeno sette giorni consecutivi. Il discorso non vale, ovviamente, per i film stranieri che concorrono all’Oscar. In questo caso, ogni Paese può presentare la propria pellicola migliore, purchè questa sia dotata di sottotitoli in inglese.

Un’ulteriore clausola del regolamento impone che la durata minima del film, a meno che non si presenti per la categoria di “Miglior cortometraggio”, deve essere pari a 40 minuti. La candidatura a partecipare all’assegnazione del premio Oscar viene compilata online dai produttori del film in questione e inviata entro un termine prestabilito.

Regole molto ferree riguardano anche il metodo di votazione. I membri dell’Academy Motion Pictures Arts and Sciences esprimono la loro preferenza attraverso vere e proprie schede elettorali. Solitamente, un membro vota soltanto per la categoria a cui appartiene.

Il voto passa anche attraverso una classifica che viene monitorata dai membri della giuria per verificare quale dei candidati risulti ai primi posti in un sistema “a voto singolo trasferibile”. Alcune categorie, come “Miglior film straniero”, “Miglior film d’animazione” e “Miglior documentario” sono esclusi da questo iter e vengono scelti da un comitato deputato alla funzione di selezione dei candidati. Una volta completate le candidature, una seconda tornata di votazioni decreta il vincitore dell’Oscar per la categoria in cui è stato presentato.

Premio Oscar nella storia: qualche curiosità

In 87 anni di nomination, premi consegnati, cuori infranti e fatiche ben ricompensate, di cose da raccontare ce ne sono veramente tante. Non tutti sanno, ad esempio, che c’è l’attore più meritevole, secondo la giuria degli Oscar, è stato Walt Disney. oscars-2016-predictions

Il padre dei cartoni animati più famosi nel mondo, infatti, ha collezionato, nel corso della sua vita, ben 22 Oscar per le sue produzioni, 4 statuette per la carriera e 59 nomination. Sempre a Walt Disney va la medaglia d’oro per numero di premi ricevuti nello stesso anno: durante la consegna delle statuette del 1954, il papà di Topolino ha ricevuto ben 5 Oscar.

A rincorrere il suo primato troviamo John Williams, che vanta 50 nomination nel corso della sua carriera. Anche per i film esiste una classifica che li ordina in base al numero di premi conquistati. Al primo posto, in ordine cronologico, troviamo Ben Hur, Titanic e Il Signore degli Anelli – Il Ritorno del Re.

Tutte e tre le pellicole hanno conquistato ben 11 Oscar. Segue immediatamente Via col vento, con 10 statuette, a pari merito con West Side Story. Con 9 premi, si piazzano sul gradino più basso del podio le pellicole Gigi, L’ultimo imperatore e Il paziente inglese.

Ma se si ricordano i film che hanno appesantito le mensole delle abitazioni di chi vi ha lavorato per la quantità di Oscar ricevuti, restano ben impressi nella memoria anche quelli che, nonostante le numerose nomination con cui sono arrivati alla cerimonia di premiazione, sono stati lasciati a bocca asciutta.

Spiccano, tra i titoli, quelli di Il colore viola, opera di Steven Spielberg, che non conquistò neppure uno degli 11 premi a cui ambiva, e Gangs of New York, di Martin Scorsese, con 0 Oscar a fronte di 10 candidature. Ancora Il Grinta, dei fratelli Coen, American Hustle – L’apparenza inganna, firmato da David O. Russel, The Elephant Man, di David Lynch, tutti tornati a casa con la coda tra le gambe. Persino Il Padrino – Parte III dovette rinunciare a tutti e sette gli Oscar a cui ambiva.

Oscar 2016 alle porte: l’attesa è quasi terminata

Come ogni anno, anche quest’anno Los Angeles ospiterà la cerimonia di consegna degli Oscar 2016. La data scelta per l’evento è il prossimo 28 febbraio, direttamente dal Dolby Theatre della città storicamente dedicata al cinema.

A condurre l’evento sarà Chris Rock, già scelto per il ruolo in occasione della 77^ edizione della cerimonia, nel 2005. Le candidature di quest’anno sono state rese note lo scorso 14 gennaio, riportando un notevole successo per Revenant – Redivivo. Il film, che vede come protagonista un Leonardo Di Caprio sottoposto ad estenuanti prove fisiche al fine di raggiungere la perfezione cinematografica, ha collezionato ben 12 nomination.

La notizia ha fatto in poco tempo il giro del web e, soprattutto, dei social, che l’hanno interpretata come l’occasione per Leo di vincere la tanto ambita statuetta, più volte sfiorata ma mai conquistata.

Le categorie per cui concorre la pellicola diretta da Alejandro González Iñárritu sono “Miglior Film”, “Miglior regia”, “Migliore attore protagonista”, “Miglior attore non protagonista” per Tom Hardy, “Miglior montaggio” per Stephen Mirrione, “Miglior scenografia”, “Miglior fotografia”, “Migliori costumi”, “Miglior trucco”, “Migliori effetti speciali”, “Miglior sonoro” e “Miglior montaggio sonoro”.

Tra le candidature per le colonne sonore spicca quella di Ennio Morricone, unico italiano in lizza per l’Oscar, per il film The Hateful Eight, diretto da Quentin Tarantino. La pellicola, tra l’altro, non ha avuto un esordio propriamente sereno, essendo stato boicottato prima dai sindacati di polizia di New York e poi distribuito in copia pirata sul web prima della sua uscita.